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Questo è un libro del 2018, è uscito in Inglese nella serie A Very Short Introduction, e in italiano nel 2020, quando la tematica dell’Antropocene aveva immediatamente suscitato molto dibattito, ora tale interesse sembra un po’ scemato.
In realtà dopo il movimento Friday For Future (2018-19) e con l’avvio di un nuovo pericolosissimo periodo di guerre, imperialismi e militarismi (Ucraina, Gaza, Iran) e con la nuova presidenza del criminale Donald Trump, è scemato anche l’interesse per il clima e l’ambiente e non ci si rende conto che questo comporta una accelerazione anche per l’ecocidio dell’intera biosfera.

L’Antropocene: Una Nuova Era per il Pianeta
1 fonte
Il testo analizza l’Antropocene, una proposta di nuova epoca geologica caratterizzata dall’impatto trasformativo dell’umanità sul sistema Terra. L’autore esamina come le attività umane abbiano alterato i cicli biogeochimici fondamentali, come quelli del carbonio e dell’azoto, portando il pianeta fuori dalla stabilità dell’Olocene. Una sezione cruciale è dedicata alla Grande Accelerazione del XX secolo, periodo in cui l’espansione industriale e tecnologica ha innescato cambiamenti ambientali senza precedenti. Il documento approfondisce inoltre i criteri della stratigrafia, discutendo la ricerca di un “chiodo d’oro” o marcatore fisico, come i sedimenti radioattivi, per formalizzare questo passaggio nella scala temporale geologica. Infine, l’opera riflette sulla necessità di una nuova narrazione scientifica e filosofica che ponga l’Anthropos come principale forza della natura responsabile del futuro planetario.
Spiegami cos’è la Grande Accelerazione e perché è iniziata nel 1950
La Grande Accelerazione è un termine coniato nel 2005 per descrivere l’impennata drammatica e senza precedenti dell’attività umana e dei conseguenti cambiamenti nel sistema Terra osservati a partire dalla metà del XX secolo. Questa espressione identifica il passaggio a una fase in cui l’essere umano è diventato una vera e propria “grande forza della natura”, capace di alterare il funzionamento del pianeta in modo rapido e profondo.
Ecco i dettagli principali su cosa rappresenta e perché il 1950 è considerato il suo punto d’inizio:
Cos’è la Grande Accelerazione
Il concetto è emerso da una ricerca condotta per conto dell’International Geosphere-Biosphere Programme (IGBP), che ha analizzato migliaia di dati sulle attività umane e sui cambiamenti ambientali dal 1750 al 2000. I ricercatori (tra cui Will Steffen, Paul Crutzen e John McNeill) hanno sintetizzato queste scoperte in due tavole da dodici grafici ciascuna:
- Attività umane: Mostrano una crescita quasi esponenziale di parametri come la popolazione mondiale, il PIL reale, il consumo di acqua, l’uso di fertilizzanti, i trasporti e il turismo internazionale [112, Figura 14].
- Cambiamenti nel sistema Terra: Registrano aumenti analoghi nelle concentrazioni atmosferiche di gas serra (anidride carbonica, metano, protossido di azoto), nell’acidificazione degli oceani, nella perdita di foreste tropicali e nei tassi di estinzione delle specie [112, Figura 15].
Perché è iniziata nel 1950
Sebbene l’influenza umana sulla Terra sia iniziata millenni fa con l’agricoltura e si sia intensificata con la Rivoluzione industriale, i dati mostrano un netto punto di flesso intorno al 1950. Prima di questa data, i cambiamenti erano significativi ma rimanevano generalmente entro i limiti della variabilità naturale del sistema Terra; dopo il 1950, il ritmo dei mutamenti è diventato così serrato da portare il pianeta in uno “stato non analogo” a quelli del passato.
Le ragioni specifiche per cui il 1950 segna questo spartiacque sono:
- L’ascesa della società industriale di massa: Dopo il 1945, l’espansione economica globale e lo sviluppo tecnologico hanno conferito alle società industriali capacità inaudite di trasformare l’ambiente a un ritmo accelerato.
- Evidenza stratigrafica: Da un punto di vista geologico, la metà del XX secolo offre marcatori chiari e sincronizzati a livello globale. Il più significativo è la diffusione di radionuclidi (come il plutonio) derivanti dai test nucleari iniziati nel 1945, che hanno lasciato un segno indelebile nei sedimenti e nei ghiacci di tutto il mondo.
- Sostituzione delle forze naturali: In questo periodo, la “forzatura” esercitata dall’uomo (ad esempio sul clima attraverso le emissioni di CO2) ha iniziato a soverchiare le forze naturali dominanti del passato, come le variazioni dell’orbita terrestre.
Per queste ragioni, l’Anthropocene Working Group (AWG) ha proposto ufficialmente che l’inizio dell’epoca dell’Antropocene coincida proprio con la Grande Accelerazione della metà del XX secolo.
Quali sono i principali marcatori stratigrafici della Grande Accelerazione?
I principali marcatori stratigrafici identificati nelle fonti per definire l’inizio della Grande Accelerazione (metà del XX secolo) sono legati a cambiamenti globali sincronizzati che hanno lasciato tracce indelebili nei sedimenti e nei ghiacci.
Di seguito sono elencati i candidati più rilevanti proposti dall’Anthropocene Working Group (AWG):
- Radionuclidi: La diffusione del fallout radioattivo derivante dai test delle armi nucleari atmosferiche è considerato il marcatore più semplice e inequivocabile per definire un limite globale isocrono. In particolare, si fa riferimento al plutonio (239Pu) e al radiocarbonio (14C), i cui livelli hanno registrato un picco intorno al 1963-1964.
- Plastiche: La produzione industriale di plastica ha subito un’impennata drammatica, passando da 2 milioni di tonnellate annue nel 1950 a 300 milioni nel 2015. Questi materiali si accumulano nei sedimenti marini e lacustri sotto forma di tecnofossili.
- Residui carboniosi: Particelle prodotte dalla combustione incompleta di combustibili fossili ad alta temperatura, che si sono depositate globalmente a partire dalla metà del secolo scorso.
- Materiali da costruzione (Calcestruzzo): La produzione massiccia di calcestruzzo è un altro segno distintivo dell’attività umana su scala globale che caratterizza la stratigrafia recente [152, Figura 23].
- Inquinanti chimici: L’aumento di metalli pesanti come il piombo e la diffusione di pesticidi come il DDT hanno lasciato tracce chimiche misurabili in diverse matrici ambientali.
- Cambiamenti biotici: L’introduzione di specie alloctone in tutto il mondo e l’estinzione accelerata di specie autoctone creano nuovi assemblaggi fossili che marcano questa transizione ecologica.
Per ufficializzare l’Antropocene come epoca geologica, l’AWG sta valutando questi segnali all’interno di “chiodi d’oro” (GSSP) in siti specifici, come i sedimenti del lago Crawford in Canada, dove le tracce del fallout radioattivo coincidono con cambiamenti chimici e biologici precisi.
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