1° Maggio 2014

1° Maggio 2014. Siamo nella Giunta Regionale di Debora Serracchiani e continua la lotta No Tav, contro la repressione in Val Susa, e anche per la difesa dei pozzi artesiani nella bassa friulana.

Giù le mani

dalle fontane!

La Regione sta approntando il PRTA (Piano Regionale di Tutela delle Acque) che, nelle norme di Attuazione, all’Art. 50, prevede la strozzatura delle fontane, imponendo una portata media giornaliera non superiore a 0,1 litri al secondo, contro l’attuale portata media dei pozzi di circa 1 litro al secondo. Inoltre nel verbale della IV commissione del 15 gennaio 2014 si legge: Quindi, è chiara la volontà della Regione di arrivare, con il tempo, alla chiusura delle fontane.

Provvedimenti così drastici non hanno alcuna giustificazione scientifica, né in termini di ricarica delle falde, né in termini di prevenzione dall’inquinamento. Potrebbe certamente essere richiesta una riduzione della portata in caso di siccità, ma addirittura sarebbe teoricamente auspicabile un aumento della stessa in caso di notevole piovosità, come sta avvenendo da alcuni anni a questa parte, a causa dei mutamenti climatici in atto. Quest’anno, siamo giunti al punto di avere allagamenti persistenti soprattutto sopra della linea delle risorgive per l’innalzamento del livello delle falde freatiche; una situazione che ha messo a dura prova molte abitazioni del medio Friuli. Il problema dell’inquinamento potenziale va poi affrontato all’origine, facendo una rigorosa prevenzione, in via stabile e definitiva, dell’incalcolabile patrimonio costituito dal sistema idrologico del Friuli ed in particolare delle falde freatiche ed artesiane della media e bassa pianura friulana. Invece nei casi d’inquinamento attuale e transitorio come per l’atrazina, è preferibile che il ricambio d’acqua negli acquiferi sia velocizzato e non ritardato, in modo da azzerare quanto prima la concentrazione dell’inquinante transitorio, che come è noto deriva da pratiche agricole del passato. L’iter di approvazione è già in fase avanzata ma ci sono comunque le condizioni per intervenire ed ottenere una modifica del PRTA e riteniamo che Sindaci dei Paesi delle fontane (circa ventimila pozzi) debbano esprimersi in merito.

Chiediamo una moratoria di DIECI anni, sul problema dei pozzi artesiani, per:

  1. Valutare l’andamento della piovosità a fronte dei mutamenti climatici in atto;
  2. Verificare l’attivazione di una seria e capillare politica di prevenzione dell’inquinamento del suolo e del sottosuolo, cosa sempre promessa e mai realizzata. “La Commissione condivide pertanto le misure proposte all’articolo 50, tendenti alla limitazione delle portate prelevate dai pozzi, mediante l’apposizione di dispositivi di regolazione del flusso, atti ad impedire l’esercizio a getto continuo. La Commissione inoltre valuta che i tempi di adeguamento di cui al comma 2 possano essere accorciati e che il limite di utilizzo medio giornaliero di cui al comma 4 sia ulteriormente ridotto all’effettivo fabbisogno auspicando, comunque, il coinvolgimento degli Enti locali nella fase di consultazione pubblica. Si propone anche l’installazione di contatori per monitorare l’effettivo consumo.”

Coordinamento di Difesa Ambientale della Bassa Friulana fip San Giorgio di Nogaro 30 aprile 2014