Incendio al Monte Amariana: denunceremo la Forestale, la Protezione Civile e la Regione

COMUNICATO. Sulla base della video intervista del 16 agosto 2026, rilasciata dal responsabile della Forestale per gli incendi boschivi, tale Flavio Cimenti, al giornalista Cristian Rigo del Messaggero Veneto, faremo un esposto-denuncia alla Procura di Udine.
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CRISTIAN RIGO. (giornalista del MV). Siamo con un Flavio Cimenti del settore antincendio boschivo della forestale, al quale chiediamo di raccontarci come che evoluzione ha avuto questa incendio. I primi giorni sembrava essere diciamo sotto controllo, tra virgolette, non era troppo esteso, ma poi ci sono state le condizioni che hanno favorito l’allargamento del fronte.

FLAVIO CIMENTI. (Forestale incendi boschivi). Eh sì, le confermo. L’incendio è attivo da venerdì sabato praticamente della settimana scorsa, quindi ormai sono dieci giorni. Nelle prime fasi è stato un normale incendio da fulmine, quindi che si era anche riusciti a mettere sotto controllo e tenere sotto controllo questo fino a mercoledì della settimana scorsa, diciamo intorno alle ore 14.00. Da lì c’è stato un primo allargamento del fronte che è da un incendio di un ettaro l’ha portato già a una superficie stimata intorno ai 10 ettari.
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CESPUGLIO domanda a AI Mode. il ruolo dei droni nella misura delle temperature nei focolai di incendio montano. È possibile verificare la temperatura si è si è convinti di aver spento un focolaio, però può essere possibile che le braci sotto la cenere, quindi la misura delle temperature è un fatto fondamentale. Questo si può fare con i droni, immagino.

Risposta di AI Mode. I droni sono oggi uno strumento fondamentale per verificare lo spegnimento completo di un incendio montano, specialmente per individuare le braci nascoste sotto la cenere (chiamate “hotspot” o focolai latenti).
Come i droni misurano la temperatura
  • Sensori termici a infrarossi (FLIR): Rilevano la radiazione infrarossa emessa dal calore, invisibile all’occhio umano.
  • Mappe di calore (Termografia): Il software del drone trasforma i dati in immagini colorate (dove il bianco/rosso indica temperature elevate).
  • Ispezione dall’alto: Superano gli ostacoli del terreno montano arrivando sopra zone impervie o pericolose per le squadre di terra. [1, 2, 3]
Il ruolo cruciale nella prevenzione delle riaccensioni
  • Rilevamento sotterraneo: La cenere isola il calore, ma i sensori termici avanzati leggono le anomalie termiche della superficie causate dalle braci sottostanti.
  • Geolocalizzazione millimetrica: Il drone registra le coordinate GPS esatte del punto caldo ancora attivo.
  • Bonifica mirata: Le squadre a terra ricevono le coordinate e intervengono a colpo sicuro per spegnere l’ultimo focolaio, risparmiando tempo e acqua. [1]
  • Sicurezza degli operatori: Evita che i vigili del fuoco o i volontari camminino su terreni instabili o sopra braci ancora vive e pericolose.
Vantaggi rispetto ai metodi tradizionali
  • Velocità: Monitorano ettari di bosco in pochi minuti.
  • Precisione: Trovano variazioni anche di una frazione di grado Celsius.
  • Continuità operativa: Possono volare di notte o in presenza di fumo denso, quando l’occhio umano non vede nulla. [1]
Se vuoi approfondire, posso spiegarti:
  • Quali sono i modelli di drone più usati oggi dalla Protezione Civile.
  • I limiti tecnici dei sensori termici (es. profondità massima del terreno).
  • Come avviene lo scambio di dati in tempo reale con i soccorritori.
Dimmi quale aspetto ti interessa di più.

Le risposte dell’AI potrebbero contenere errori. Scopri di più

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