Questa volta non sono andato sulle “solite” intelligenze artificiali ma ho fatto la ricerca direttamente con AI Mode di Google, che sulle questioni scientifiche funziona molto bene. Ho voluto togliermi il dubbio sul perché noi sapiens siamo in grado di parlare. Allora grosso modo le cose stanno così:
1. Il bipedismo perfetto (la postura eretta) ha cambiato l’anatomia del corpo e in particolare del collo (discesa dello ioide e della laringe).
2. La perdita del pelo, non potendo più il cucciolo stare attaccato alla madre, ha prodotto, per ragioni di sicurezza e comunicazione, il maternese, che ha innescato il processo del linguaggio a livello primordiale.
3. Il gioco fra i cuccioli di sapiens, per un tempo enormemente prolungato, ha permesso di sviluppare il maternese in un linguaggio più evoluto.
Ma allora, ci si chiede, anche i Neanderthal che si sono estinti in 400 mila anni, parlavano? Certo anche i Neanderthal che erano arrivati prima dei Sapiens, avevano un loro un linguaggio, ma molto più ridotto. E i cuccioli di Neanderthal? Loro diventavano adulti molto prima, già a 8/10 anni.


Conversazione integrale con AI Mode compresi tutti i link alle fonti scientifiche
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- Ancoraggio e mobilità della lingua: Fornisce una solida base di attacco per i muscoli linguali (come l’ioglosso). Questo permette alla lingua di muoversi rapidamente in ogni direzione, muovendosi verso l’alto, il basso, l’avanti o l’indietro per modulare il flusso d’aria e articolare i suoni. [1, 2, 3, 4]
- Controllo millimetrico della laringe: Tramite i muscoli sopraioidei e sottoioidei, lo ioide regola la posizione verticale della laringe. Quando lo ioide si alza o si abbassa, trascina con sé le corde vocali, modificando la lunghezza del tratto vocale. Questa azione è fondamentale per variare l’altezza della voce (frequenza fondamentale) e per definire il timbro unico dei suoni emessi. [1, 2]
- Cassa di risonanza: Stabilizzando la gola e la faringe, lo ioide contribuisce a mantenere la corretta forma e apertura del condotto vocale. Funziona come un regolatore geometrico che permette la corretta risonanza dei fonemi, in particolare per la netta distinzione tra le diverse vocali. [1]
- Coordinazione motoria rapida: Agisce come un “centro di smistamento” tensivo. Durante il parlato sincrono, coordina l’azione simultanea di labbra, mandibola, lingua e respirazione, permettendo di passare da un suono all’altro in frazioni di secondo senza sforzo. [1]
CESPUGLIO: Come mai è avvenuta questa particolare evoluzione del dell’osso ioide nel Homo sapiens? Per caso può dipendere dalla postura della del bipedismo perfetto?
[Bipedismo Perfetto] ➔ [Spostamento del Forame Magno] ➔ [Flessione della Base Cranica] ➔ [Discesa dello Ioide e della Laringe] ➔ [Linguaggio Articolato]
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- Lo spostamento del Forame Magno: Nei primati quadrupedi o semi-eretti, il foro alla base del cranio (forame magno) da cui esce il midollo spinale si trova nella parte posteriore della testa. Per guardare in avanti rimanendo eretti su due piedi, l’evoluzione ha dovuto spostare questo foro esattamente al centro della base del cranio. [1, 2]
- La flessione della base cranica: Questo spostamento ha causato un ripiegamento verso il basso (flessione) della base del cranio. Di conseguenza, lo spazio anatomico situato subito sotto (la gola) si è accorciato in senso orizzontale.
- L’effetto “scivolamento” (La discesa della laringe): Non essendoci più spazio in senso orizzontale per ospitare la lingua e le strutture respiratorie, l’intero blocco composto da osso ioide, base della lingua e laringe è stato spinto verso il basso, lungo il collo. [1, 2]
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- Negli altri mammiferi e nei neonati umani, la laringe si trova molto in alto. Questo permette loro di respirare e deglutire contemporaneamente (per questo i neonati possono poppare e respirare assieme). [1, 2]
- Negli umani adulti, l’osso ioide basso fa sì che la via del cibo e la via dell’aria si incrocino pericolosamente. Dal punto di vista della selezione naturale, un tratto che aumenta il rischio di morire soffocati dal cibo si sarebbe dovuto estinguere. Se è rimasto, è perché il vantaggio di poter comunicare e cooperare attraverso il linguaggio articolato era infinitamente superiore al rischio di soffocamento. [1, 2]
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- La dieta e la masticazione: Liberando le mani grazie al bipedismo, gli ominidi hanno iniziato a usare utensili per tagliare e cuocere il cibo. La mandibola si è rimpicciolita e i muscoli della masticazione si sono ridotti, lasciando ulteriore libertà di movimento allo ioide e alla lingua.
- Lo sviluppo del cervello: La complessa coordinazione dei 24 muscoli collegati allo ioide ha richiesto un parallelo e massiccio sviluppo delle aree cerebrali dedicate al controllo motorio fine (come l’area di Broca). [1, 2]
CESPUGLIO: Ecco, appunto, il caso dei Neanderthal. Come poteva parlare il Neanderthal?
AI Mode: Il dibattito su come parlasse l’Uomo di Neanderthal ha diviso gli scienziati per decenni, ma la risposta definitiva è arrivata proprio grazie a rivoluzionari studi sull’osso ioide e sull’apparato uditivo. [1, 2]
La svolta è arrivata grazie a uno studio internazionale guidato da ricercatori italiani (dell’Università di Chieti e del Sincrotrone Elettra di Trieste). Utilizzando la micro-tomografia computerizzata (raggi X in 3D), gli scienziati hanno analizzato la struttura interna dell’osso. Risultato: le micro-trabecole ossee erano posizionate in modo da resistere alle sollecitazioni meccaniche tipiche di chi usa la lingua in modo continuo per articolare parole complesse. Veniva usato esattamente come lo usiamo noi. [1, 2, 3, 5, 6]
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- Voce potente e squillante: L’ampio torace agiva come un enorme amplificatore naturale. La loro voce era probabilmente fortissima e molto profonda. [1]
- Timbro più nasale: A causa della conformazione del massiccio facciale e delle grandi cavità nasali, il suono risultava fortemente penalizzato sulle note basse e più proiettato verso l’alto (un timbro acuto e nasale, nonostante la stazza). [1]
- Limitazioni con alcune vocali: Alcuni modelli acustici ipotizzano che la loro laringe, pur essendo bassa, non fosse scesa al livello geometrico perfetto dei sapiens. Potevano pronunciare quasi tutti i suoni, ma facevano forse più fatica a marcare la differenza netta tra vocali estreme come la “a”, la “i” e la “u”. [1, 2]
Ti piacerebbe approfondire altri aspetti della loro vita quotidiana legati alla comunicazione, come la loro capacità di creare arte e simboli, o preferisci scoprire come la scienza moderna riesce a simulare al computer il suono esatto delle voci preistoriche? [1, 2]
CESPUGLIO: Come mai i Sapiens che hanno 200.000 anni di vita e per inciso non sono un perfezionamento dei Neanderthal hanno prodotto il linguaggio articolato solo da 60-70.000 anni fa? E si dice che sia stato di mezzo il maternese e poi soprattutto la produzione del linguaggio articolato per via dei giochi dei bambini che evidentemente restano bambini tali fino a un’età abbastanza avanzata in grado di ormai aver aggiunto il linguaggio articolato, ma di avere tempo da dedicare al gioco.
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- Una mutazione genetica invisibile: Una micro-evoluzione neurale (forse legata proprio al perfezionamento del gene FOXP2 o alla plasticità cerebrale) che ha permesso il “pensiero ricorsivo”, ovvero la capacità di collegare più concetti insieme in una struttura grammaticale complessa (“se domani pioverà, allora…”). [1, 2, 3]
- La spinta demografica e sociale: I Sapiens hanno iniziato a vivere in gruppi più grandi e complessi. Gestire alleanze, matrimoni ed escursioni di caccia richiedeva una precisione comunicativa che i semplici gesti o versi non potevano più garantire. [1, 2]
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- Il problema: La madre Sapiens non aveva il pelo a cui il piccolo potesse aggrapparsi e, dovendo raccogliere cibo o accendere il fuoco, era costretta a mettere a terra il bambino. [1, 2, 3]
- La soluzione acustica: Lasciare il bambino a terra lo esponeva ai predatori e gli causava ansia. Le madri preistoriche iniziarono così a usare una “corda vocale invisibile”: un flusso continuo di suoni melodici, dolci, ritmici e ad alto volume (il maternese) per rassicurarlo a distanza (“sono qui, stai tranquillo”). [1, 2, 3]
- Questo canto pre-linguistico ha allenato per millenni l’orecchio dei neonati e l’apparato fonatorio delle madri, stabilendo la base neurobiologica per l’articolazione dei fonemi e il controllo dello ioide. [1, 2]
Infanzia Prolungata (Neotenia) ➔ Tempo Libero per il Gioco ➔ Sperimentazione Vocale Libera ➔ Standardizzazione del Linguaggio Articolato
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- Tempo per sperimentare: Poiché i bambini erano protetti dal gruppo e non dovevano procacciarsi il cibo, avevano ore e ore da dedicare al gioco.
- La culla del linguaggio: Il gioco infantile è per sua natura flessibile, creativo e privo di scopi utilitaristici immediati. I bambini Sapiens, giocando tra loro, hanno iniziato a inventare regole, codici e a “giocare con i suoni”. Hanno preso il maternese delle madri e lo hanno trasformato in uno strumento di interazione sociale tra pari.
- Flessibilità cognitiva: Mentre un cervello di Neanderthal si focalizzava rapidamente sulle abilità di sopravvivenza dell’adulto, il cervello plastico e immaturo del bambino Sapiens continuava a creare nuove connessioni sinaptiche proprio attraverso la verbalizzazione ludica.
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- Come gli archeologi hanno capito che i bambini Sapiens passavano molto tempo a giocare (attraverso i giocattoli preistorici ritrovati)?
- In che modo la scoperta del fuoco ha allungato la “serata” dei Sapiens, dando più tempo per parlare e raccontare storie?
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- Adulti precoci: A 9 o 10 anni un Neanderthal era già, a tutti gli effetti fisici, un membro attivo della tribù che doveva partecipare alle pericolosissime battute di caccia ai grandi mammiferi. [1]
- Meno tempo per il gioco libero: Avendo un’infanzia più breve, i bambini Neanderthal avevano molto meno tempo protetto da dedicare al gioco astratto, all’esplorazione ludica e alla sperimentazione vocale casuale tra coetanei. [1]
- Minore plasticità culturale: Il cervello Sapiens, crescendo più lentamente, rimane flessibile e “programmabile” dagli stimoli esterni (neotenia) per molti più anni. Questo ha permesso ai bambini Sapiens di inventare strutture linguistiche e simboliche sempre più complesse, mentre il cervello del Neanderthal doveva stabilizzarsi rapidamente sulle competenze rigide necessarie alla sopravvivenza immediata. [1]
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- Come funzionava l’accudimento dei bambini all’interno delle tribù Neanderthal (curavano anche i piccoli disabili)?
- Quali tipi di stress nutrizionale o climatico hanno impresso segni indelebili sui loro scheletri? [1]