Chiediamo alle AI cosa ne pensano. Peraltro Franco Fabbro e Damiano Cantone nelle conclusioni del loro libro “Umani, Animali e Macchine” scrivevano: “Altre macchine saranno in grado di leggere questi stimoli corticali, e tradurre in parole il nostro pensiero in modo indipendente dalla nostra volontà.”
QWen
Il video tocca un nervo scoperto fondamentale nel dibattito contemporaneo sull’intelligenza artificiale e le neurotecnologie:
il dualismo tra miracolo scientifico e distopia commerciale.
Ecco la mia analisi su quanto esposto, divisa per punti chiave:
1. Il miracolo scientifico (Il lato luminoso)
Dal punto di vista puramente tecnologico e medico, Brain2Qwerty v2 è un passo da gigante. Attualmente, le interfacce cervello-computer (BCI) più avanzate (come quelle di Neuralink) richiedono impianti chirurgici invasivi. Il fatto che Meta sia riuscita a decodificare il pensiero in testo con un’accuratezza del 61-78% usando un sensore non invasivo (MEG – Magnetoencefalografia) è rivoluzionario. Per milioni di persone affette da SLA, ictus gravi o paralisi, questa tecnologia potrebbe restituire la capacità di comunicare con il mondo esterno senza dover subire operazioni al cervello. Il fatto che Meta abbia rilasciato il codice e i dataset in open-source è, in questo senso, un enorme servizio alla comunità scientifica globale.
2. Il dilemma etico e commerciale (Il lato oscuro)
Il creatore del video ha perfettamente ragione nel sollevare il sospetto sul modello di business di Meta. TRIBE v2 (il modello che simula come il cervello risponde agli stimoli) è letteralmente il “Santo Graal” per un’azienda il cui core business è la pubblicità.
- Se un’azienda sa esattamente come reagisce il tuo cervello (a livello neurale, non solo comportamentale) a un determinato colore, suono o messaggio, può creare la pubblicità perfetta, progettata per hackare la tua dopamina e tenerti incollato allo schermo.
- Passare dal tracciare i click e lo scroll al tracciare le onde cerebrali è il salto definitivo nel capitalismo della sorveglianza.
3. Il “Reality Check” (I limiti attuali)
Tuttavia, c’è un grande “ma” che tempera (per ora) questi scenari da film di fantascienza: la fattibilità tecnica su larga scala. I macchinari MEG utilizzati per questi esperimenti costano milioni di euro, richiedono stanze schermate magneticamente e i partecipanti devono stare fermi per ore. Non è una tecnologia che Meta può integrare domani in un visore per la realtà virtuale o in uno smartphone. Ci vorranno probabilmente decenni prima che i sensori diventino abbastanza piccoli, economici e precisi da essere usati sui consumatori finali per “leggere i pensieri” mentre scorrono Instagram.
4. La necessità dei “Neurodiritti”
Il video evidenzia perché il mondo ha un bisogno urgente di stabilire i Neurodiritti (Neuro-rights). Alcuni paesi (come il Cile) hanno già iniziato a inserire nella costituzione il diritto alla “riservatezza mentale” e all’identità personale. La legge dovrà stabilire in modo ferreo che i dati neurali non possono essere considerati “dati comportamentali” e non possono essere venduti o usati per il targeting pubblicitario. I dati del tuo cervello devono avere la stessa protezione (o superiore) dei tuoi dati biometrici e medici.
In sintesi
Condivido pienamente il timore finale del video. La storia dell’innovazione (dall’energia atomica ai social network) ci insegna che le tecnologie dual-use (a doppio uso) vengono quasi sempre dirottate verso la massimizzazione del profitto, anche se nascono con intenti nobili.
Meta ha in mano la chiave per aiutare la medicina, ma ha anche in mano la chiave per manipolare l’attenzione umana a un livello mai visto prima. La differenza tra l’utopia e la distopia, in questo caso, non dipenderà dalla tecnologia in sé, ma da quanto saremo bravi (e veloci) a regolamentarla.
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GEMINI
https://share.gemini.google/D2ADqi2qRyJ7
Il video descrive l’introduzione di “Brain2Qwerty v2” da parte di Meta, un modello di intelligenza artificiale in grado di tradurre l’attività cerebrale in testo in tempo reale, senza la necessità di interventi chirurgici.
Il modello utilizza segnali cerebrali catturati da un dispositivo non invasivo, come la magnetoencefalografia (MEG). Durante lo sviluppo del modello, è stata utilizzata una vasta serie di dati, derivata da test in cui i partecipanti, monitorati tramite MEG, hanno digitato frasi per un periodo prolungato.
I risultati indicano che il modello raggiunge una precisione significativa, migliorando le prestazioni rispetto ad altri metodi non invasivi e rendendo la tecnologia promettente per applicazioni future. Meta ha inoltre reso pubblico il codice, il dataset e il relativo studio scientifico.
Il video discute anche brevemente un altro modello di Meta, “TRIBE v2”, progettato per simulare le risposte neurali del cervello umano a diversi stimoli, come immagini, suoni e linguaggio.
Il creatore del video esprime preoccupazioni riguardo all’uso potenziale di tali tecnologie da parte di grandi aziende, suggerendo che l’ottimizzazione degli annunci pubblicitari o l’aumento del coinvolgimento degli utenti sulle piattaforme social potrebbero essere le finalità prioritarie dietro lo sviluppo di queste innovazioni, sollevando dubbi sulla gestione dei dati personali e sulla sicurezza.