I fascisti si presentano a “volantinare” il 25 febbraio 1976,vengono isolati e si aspetta che se ne escano dalla porta girevole invece attaccano con bottiglie prese dal Bar dove si sono asserragliati. Non si tratta di “lancio di bottiglie” ma di bottiglie usate come arma per colpire.


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CESPUGLIO: Ricostruisci questo episodio di squadrismo fascista avvenuto il 25 febbraio 1976 nell’atrio di Legge dell’Università di Trieste
GEMINI: Sulla base degli articoli del quotidiano Il Piccolo datati 26 e 27 febbraio 1976, ecco la ricostruzione dettagliata dei violenti scontri avvenuti all’Università degli Studi di Trieste nell’atrio della Facoltà di Giurisprudenza.
Il Contesto: Il Clima Elettorale Universitario
L’episodio si colloca in un momento di forte tensione politica interna all’Ateneo, con le elezioni studentesche per il rinnovo delle rappresentanze negli organi di governo (Consigli di amministrazione, Opera universitaria e Consigli di facoltà) programmate dal 25 al 28 marzo 1976.
I gruppi in competizione erano sei, divisi tra coalizioni di sinistra e centro-sinistra (Unità e fiera democrazia antifascista, Alternativa elettorale), liste di centro o cattoliche (Libera unione studenti, Rinnovamento universitario, Associazione studenti lavoratori) e la lista della destra universitaria (Fronte della Libertà).
La Dinamica degli Scontri (25 Febbraio 1976)
1. L’inizio della rissa nell’atrio
I disordini sono scoppiati nella mattinata di mercoledì 25 febbraio nell’atrio del palazzo centrale dell’Università (dove si trova Giurisprudenza). Due fazioni opposte di studenti hanno dato vita a una violenta colluttazione. Secondo le cronache, lo scontro ha visto contrapposti giovani della sinistra universitaria e un gruppo di studenti di destra aderenti al Fronte della Libertà.
2. L’assedio nel bar e il lancio di bottiglie
A un certo punto, il gruppo di studenti di destra, vistosi in minoranza, è rimasto asserragliato all’interno del bar dell’Ateneo. Da quella posizione è iniziato un fitto lancio di bottiglie di vetro e suppellettili contro gli avversari rimasti nell’atrio, provocando il panico e il ferimento di diverse persone. La rissa si è conclusa lasciando sul pavimento di marmo dell’atrio una distesa di vetri infranti e macchie di sangue.
3. Il bilancio: feriti e arresti
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I feriti: Si sono registrati sette feriti (tra cui alcuni medicati all’Ospedale Maggiore). Il più grave è stato lo studente Fabrizio Ramaciotti, ferito al viso da una scheggia di vetro. Altri feriti citati sono Livio Lai, Paolo Morelli, Raffaele Dovier, Andrea Stefanel, Gianni Torrenti e Andrea Amoroso.
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I provvedimenti giudiziari: Il sostituto procuratore della Repubblica, dott. Coassin, ha firmato due ordini di cattura per Almerigo Grilz e Livio Lai, mentre un terzo studente, Paolo Morelli, è stato denunciato a piede libero. Gli ordini di cattura sono stati eseguiti dagli agenti dell’Ufficio Politico della Questura. L’accusa mossa nei loro confronti è stata di rissa aggravata.
Le Reazioni Politiche e Istituzionali
L’episodio ha suscitato un’immediata e ferma risposta da parte del mondo accademico e della politica cittadina, definita “unitaria contro la provocazione fascista”.
I provvedimenti dell’Ateneo
Il Senato Accademico dell’Università di Trieste, riunitosi d’urgenza sotto la guida del Rettore Giampaolo de Ferra, ha approvato all’unanimità i provvedimenti di sospensione cautelare per gli studenti Grilz, Lai e Morelli, avviando immediatamente i procedimenti disciplinari.
La condanna della città e dei sindacati
I partiti dell’arco costituzionale e le federazioni sindacali provinciali (CGIL, CISL, UIL) hanno emesso un comunicato congiunto di condanna contro quella che è stata definita una “chiara provocazione fascista, motivata anche dall’isolamento in cui si trova il MSI nelle istituzioni elettive”.
Una delegazione del Comitato Antifascista provinciale è stata ricevuta dal Procuratore Generale della Repubblica, dott. Pontrelli, per chiedere fermezza nel punire i responsabili di questi atti di stampo squadristico. Solidarietà è espressa anche dalla Democrazia Cristiana (DC) e dalla segreteria del PCI.
La “Coda” di Violenza: L’Aggressione alla Mensa
Le tensioni non si sono concluse il 25 febbraio. Come riportato nel secondo articolo, il giorno successivo (giovedì 26 febbraio) si è verificata una ritorsione di segno opposto alla mensa universitaria.
Uno studente di 23 anni, Lucio Gregori, è stato aggredito da un gruppo di circa venti elementi di sinistra mentre stava mangiando. Il giovane è stato pestato a calci e pugni (riportando contusioni al capo, trauma cervicale e ferite alle gambe giudicate guaribili in 8 giorni) con l’accusa, da lui smentita, di essere amico dei protagonisti dei tafferugli di destra dei giorni precedenti.