Ricordo personale: 8 novembre 1979 aggressione fascista/squadrista alla mensa Universitaria a Trieste

L’8 novembre 1979 una squadra di fascisti del Fronte della Gioventù, dopo che un corteo strumentalizzato dai fasci era stato fermato in via Cologna, tentano una spedizione punitiva. Alcuni dettagli del volantino che distribuivano come esca sono riportati nel resoconto del Piccolo.Non mi dilungo ulteriormente perché il lavoro l’ho fatto fare all’AI.

 

CESPUGLIO: Sei in grado di ricostruire la storia di questi pestaggi di squadrismo fascista davanti alla mensa dell’Università di Trieste avvenuti l’8 novembre 1979
GEMINI: Sulla base dei tre ritagli di giornale dell’epoca che hai condiviso, è possibile ricostruire in modo dettagliato la cronaca, le dinamiche e le reazioni politiche ai violenti scontri di stampo squadrista avvenuti presso l’Università degli Studi di Trieste.
Ecco la ricostruzione dettagliata dei fatti basata direttamente sui testi degli articoli:

L’Incursione Neofascista e il Pestaggio alla Mensa

L’episodio ha inizio intorno alle ore 12:30 di giovedì 8 novembre 1979 (l’articolo del giorno successivo parla di fatti avvenuti “ieri”).

  • L’agguato: Un gruppo di circa 15-30 militanti di estrema destra, appartenenti al Fronte della Gioventù (l’organizzazione giovanile del Movimento Sociale Italiano), penetra all’interno della “città universitaria”. Molti di loro hanno il volto coperto da fazzoletti e indossano giubbotti di pelle.

  • Le armi: Il gruppo è pesantemente armato con spranghe di ferro, fionde, sassi raccolti nel vicino cantiere del biennio di Ingegneria e, in particolare, chiavi inglesi (utilizzate come vere e proprie armi da percosse).

  • La provocazione e l’attacco: I giovani di destra si posizionano davanti alla mensa universitaria, a quell’ora affollatissima di studenti, e iniziano a distribuire volantini dai toni duri (con slogan come “I comunisti vestono i panni della protesta studentesca e contemporaneamente servono il regime”).

  • Il pestaggio dal parapetto: Quando alcuni studenti di sinistra invitano energicamente il gruppo ad andarsene, i neofascisti reagiscono con violenza. Trovandosi su una rampa di scale o su una balconata sopraelevata rispetto alla spianata della mensa, colpiscono alla testa dall’alto due studenti che stavano salendo.

I Feriti

I due studenti rimasti gravemente feriti alla testa nell’agguato sono:

  1. Paolo De Toni (26 anni, di San Giorgio di Nogaro), studente di Fisica. Prognosi di 15 giorni per ferite lacero-contuse.

  2. Efrem Smareglia (21 anni, di Grado), studente di Lettere. Prognosi di 8 giorni per ferite lacero-contuse.

La Reazione e gli Scontri

Subito dopo il pestaggio scoppia il caos:

  • La sassaiola e i danni: Si accende una fitta sassaiola e un lancio di bottiglie vuote. Vengono infrante alcune lastre di vetro della vicina “Casa dello Studente” e viene gravemente danneggiata l’automobile di un dipendente della mensa (visibile in primo piano nella foto del secondo ritaglio). Per tentare di disperdere gli aggressori vengono azionati anche alcuni idranti.

  • La fuga e gli arresti: Dopo circa un quarto d’ora dall’inizio dei disordini arrivano le forze dell’ordine a sirene spiegate. I militanti del Fronte della Gioventù si dileguano in varie direzioni, ma tre di loro vengono intercettati dalla polizia, fermati e successivamente arrestati con l’accusa di concorso in lesioni aggravate e danneggiamento.

  • I tre giovani arrestati citati dal giornale sono:

    • Igor Crevatin (21 anni), autotrasportatore.

    • Fulvio Sluga (22 anni), studente.

    • Fabio Valencic (22 anni), autista.

La Mobilitazione Studentesca: Il Corteo per Trieste

La risposta della popolazione studentesca è immediata. Viene indetta un’assemblea d’urgenza nei locali della mensa per decidere un’azione di protesta.

Nel pomeriggio prende forma un corteo di protesta di oltre 1.000 studenti di sinistra che percorre le vie del centro cittadino per oltre due ore. L’articolo sottolinea la complessa anima del corteo, nato da un difficile compromesso interno tra la componente comunista e quella anarchico-estremista (il che si riflette in un percorso “a zig-zag” per la città e slogan accesi).

  • Il percorso: Gli studenti scendono per via Cologna, percorrono viale XX Settembre, via Carducci, via Roma, piazza della Borsa, piazza Unità (sotto il Municipio e la Prefettura), corso Italia, via Coroneo e via Fabio Severo, per poi fare ritorno all’Università.

Le Reazioni Politiche e Istituzionali

L’episodio di violenza squadrista solleva un’ondata di indignazione in tutta la città:

  • Le Istituzioni: Il Presidente della Giunta Provinciale, Ghersi, convoca d’urgenza una riunione per coordinare una linea di difesa dei valori democratici. Il Presidente dell’Assemblea Regionale, Colli, si reca immediatamente dal Questore per esprimere l’indignazione del consiglio e chiedere indagini rapide.

  • I Partiti e i Sindacati: * La federazione locale del PCI (Partito Comunista Italiano) condanna fermamente “l’inaudita gravità dell’aggressione fascista”, accusandoli di voler imporre un clima di intimidazione in città.

    • Il FGC (Federazione Giovanile Comunista) esprime preoccupazione, ma polemizza anche con l’area radicale.

    • I sindacati Cgil, Cisl e Uil, insieme al comitato provinciale dell’Arci e a Democrazia Proletaria, inviano note di ferma condanna e solidarietà agli studenti colpiti.

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