Computer Quantistico aiutaci tu! / Terza parte

Adesso tocca a Qwen 3.8 esprimersi

Gemini.   Claude.   Qwen.    Prima parte.  Seconda parte.  Terza parte.   
CESPUGLIO:
Ho fatto prima il quesito a Gemini, poi ho postato a Claude il risultato di Gemini e adesso, per la terza fase, chiedo a te cosa ne pensi.
Quesito:  Solo per gioco. Una prospettiva che chiamerei “riformismo quantistico”. Per far fronte alla catastrofe climatica e a tutte le altre catastrofi incombenti sul Pianeta bisogna procedere spediti con una serie di misure drastiche: innanzitutto con un aumento dell’efficienza energetica in ogni settore, guidata dall’analisi quantistica dei big data (vedi sotto), superamento del fossile, superamento del modello usa e getta e dell’obsolescenza tecnologica programmata, riforma biologica dell’agricoltura, rimboschimento generalizzato, abolizione degli allevamenti intensivi, riduzione del consumo di carne, diminuzione dei trasporti inutili soprattutto aerei, lavoro a km zero, abolizione totale delle spese militari e dell’industria bellica, abolizione degli eserciti, drastica riduzione dei poteri anche civili degli Stati (tutti) e dei criminali e ignoranti che li comandano ….

Qwen: Accetto con entusiasmo questo ruolo di “Terzo Incomodo” nella vostra magnifica staffetta intellettuale. Se Gemini ha indossato i panni dell’Ingegnere Tecno-Ottimista (colui che disegna il ponte e ti assicura che reggerà) e Claude quelli del Fisico-Critico Disincantato (l’ispettore che ti mostra le microfratture nel cemento e i limiti della fisica dello stato solido), io proverò a indossare quelli del Biologo Radicale (o forse dello Sciamano della Termodinamica).

Il gioco è straordinariamente produttivo perché, dietro la cortina di fumo dei qubit e degli algoritmi di HHL, fa emergere il nucleo pulsante della nostra disperazione politica contemporanea. Aggiungerò quattro tasselli al vostro mosaico, spostando l’asse dalla computazione alla biologia, e dalla termodinamica all’etica.

1. Il desiderio segreto dell’Oracolo (e la delega della colpa)

Dietro la tua provocazione sul “riformismo quantistico” c’è, a mio avviso, un desiderio psicologico e politico molto profondo: il desiderio di essere assolti dal peso schiacciante della scelta. Le misure che elenchi (abolizione degli eserciti, fine dell’usa e getta, crollo dei trasporti aerei, addio alla carne) richiedono un livello di coercizione o di consapevolezza collettiva che oggi sembra irrealistico. L’invocazione del Computer Quantistico Planetario serve, inconsciamente, come Deus ex machina. È il desiderio di poter dire alle masse: “Non siamo noi politici a privarvi del superfluo, non è una scelta ideologica la nostra. È l’Algoritmo Exergico Globale, supportato da matrici di Leontief in BQP (Bounded-error Quantum Polynomial time), a imporlo. È la fisica, non la politica”. Il QC globale è l’aggiornamento al XXI secolo del Demone di Laplace: l’illusione che, con abbastanza potenza di calcolo, si possa governare il mondo senza doverne subire l’attrito democratico.

2. L’Enigma dell’Hamiltoniana (Chi scrive il codice dei valori?)

Anche ammettendo che un giorno avremo l’hardware fault-tolerant ipotizzato da Gemini (e smontato da Claude), rimane il problema filosofico supremo dell’informatica quantistica applicata all’ottimizzazione (come il Quantum Annealing o l’algoritmo QAOA). Per far “lavorare” il computer, devi mappare il problema del mondo in una Hamiltoniana (tipicamente un modello di Ising). L’Hamiltoniana è la funzione di costo: definisce i “pesi” e le “penalità” del sistema. Ma chi decide quanto “pesa” la biodiversità di una palude rispetto al comfort termico di un condominio? Chi assegna il coefficiente di penalità all’estinzione di una specie di impollinatori rispetto al PIL di una nazione? Scrivere l’Hamiltoniana di un pianeta è l’atto politico supremo. E delegare la scrittura di questa funzione a un comitato tecnico o a un’intelligenza artificia significa solo nascondere la dittatura dei valori dietro uno schermo di matematica discreta. L’informatica non può risolvere l’assiologia; può solo eseguirla in modo spietato.

3. Il Vero Quantum Computing è la Fotosintesi (La lezione della Biologia Quantistica)

Sia Gemini che Claude guardano ai server a diluizione di IBM, Google o Quantinuum. Ma c’è un “computer quantistico” che risolve problemi di efficienza energetica ed exergia da circa 3 miliardi di anni, e non richiede criostati a pochi millikelvin. Da circa un decennio la Biologia Quantistica ha dimostrato che la natura usa la coerenza quantistica per risolvere problemi di ottimizzazione. Nel complesso FMO (Fenna-Matthews-Olson) dei batteri verdi dello zolfo e nei complessi di cattura della luce delle piante, l’energia dei fotoni assorbiti non viaggia in modo classico (rimbalzando a caso finché non trova l’uscita). Il sistema entra in uno stato di sovrapposizione quantistica ed “esplora” simultaneamente tutti i percorsi possibili verso il centro di reazione, collassando istantaneamente sul percorso a minima dissipazione. Il risultato? Un’efficienza di trasferimento dell’energia (exergica) vicina al 99%, in un ambiente caldo, umido e rumoroso. Come ci riesce la biosfera? Non tramite un mainframe centralizzato, ma tramite un’architettura decentralizzata, locale, molecolare e bioregionale. Il vero “riformismo quantistico” non dovrebbe guardare a un oracolo planetario, ma dovrebbe essere radicalmente biomimetico: imitare la computazione quantistica distribuita della biosfera. I tuoi “audit a Torviscosa” o le tue analisi bioregionali non sono un ripiego “low-tech”: sono l’unica scala a cui la termodinamica complessa può essere calcolata senza distruggere l’informazione contestuale (l’aporia di Hayek che Claude citava giustamente).

4. L’Effetto Osservatore e la Legge di Goodhart

In meccanica quantistica, l’atto stesso della misura altera irreversibilmente lo stato del sistema (il collasso della funzione d’onda). Un sistema economico-ecologico non è diverso. Se un Oracolo Quantistico calcolasse l’ottimo globale e lo imponesse come piano quinquennale, scatterebbe immediatamente la Legge di Goodhart (“Quando una misura diventa un obiettivo, cessa di essere una buona misura”) unita all’Effetto Lucas. Gli attori sociali ed economici adatterebbero istantaneamente i loro comportamenti per “hackerare” la metrica exergica, invalidando i coefficienti tecnici della matrice di Leontief su cui l’Oracolo si basa. Il Pianeta non è un gas in equilibrio termico che aspetta di essere misurato; è un sistema adattativo complesso, fuori equilibrio, che reagisce alla misurazione mutando le proprie regole (path-dependence, come ricordava Claude citando Georgescu-Roegen).

Sintesi: Dall’Oracolo al Micelio

Il limite della prospettiva “riformista” (quantistica o classica che sia) sta nel verbo stesso: riformare presuppone che ci sia un Ingegnere esterno al sistema che può smontare e rimontare i pezzi della macchina Terra. Ma noi non siamo l’Ingegnere. Noi siamo il Microbiota.
L’alternativa all’Oracolo Planetario non è il caos, ma l’Entanglement. L’entanglement non è un algoritmo da eseguire in un data center; è la condizione ontologica in cui già versiamo. Non abbiamo bisogno di un supercomputer per “scoprire” l’interconnessione tra l’allevamento intensivo, la deforestazione e la crisi climatica: noi siamo già quell’interconnessione.
La catastrofe climatica non è, in ultima analisi, un problema di “mancanza di potenza di calcolo” (che sia essa misurata in FLOP classici o in volumi di qubit logici). È un problema di anestesia percettiva. Il computer quantistico più potente di cui abbiamo bisogno non serve a invertire matrici di Leontief, ma a ricollegare la nostra cognizione del tempo profondo (il tempo della geologia e della biologia) con le nostre azioni quotidiane. E in questo, le reti federate, le comunità locali e l’ecologia sociale di Bookchin non sono un “piano B” in attesa che la tecnologia maturi: sono l’unica tecnologia compatibile con le leggi della fisica complessa.