Un’altra puttanata spacciata per ecologia sociale

Tale Federico Venturini e tale Eleonor Finley si troveranno il 12 settembre a Cavazzo Carnico a parlare del più e del meno nell’ambito di una kermesse denominata “vicino/lontano”.
Il Messaggero Veneto neanche nomina l’ecologia sociale come tema del dibattito e in realtà è meglio così, poi loro ne parleranno anche, ma hanno bisogno di platee precostituite e commerciali per esistere. C’è da sperare che il movimento rifiuti e/o disdica dibattiti con queste persone. L’ecologia sociale è una cosa troppo preziosa per essere messa in vendita come spettacolo culturale, inevitabilmente usa e getta; che la si getti vicino o lontano è la stessa cosa. L’ecologia sociale richiede elaborazione teorica costante e non la ripetizione a pappagallo di quattro idee in croce tirate fuori da Bookchin, sempre le solite e neanche mai le migliori.  L’ecologia sociale va abbinata alla militanza e all’attivismo e non fatta diventare un mestiere per pseudo intellettuali in cerca di ruolo e riconoscimenti, che, di fronte alla scelta fra un dibattito già programmato per un gruppo politico e uno spettacolo di cultura istituzionale, scelgono la seconda cosa annullando la prima. Non che mi interessasse più di tanto la questione, ma questa vicenda ha fatto emergere una situazione inaccettabile sulla natura degli approcci complessivi all’azione politica, tanto più se in chiave di ecologia sociale; ritengo quindi anche inaccettabile che i dibattiti con Federico Venturini e Eleanor Finley si svolgano ora, dopo questi fatti, a Trieste e Pordenone.