Il 22 febbraio 2003 i CSA di Udine e di San Giorgio di Nogaro indissero una manifestazione contro la guerra in Iraq. I resoconti furono pubblicati sul sito ecologia sociale: Il Corteo partì dal Piazzale del CSA di via Volturno
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Manifestazione antimilitarista
contro la guerra in Iraq Udine 22 febbraio 2003 |
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Resoconto e analisi 400 partecipanti al corteo. E’ stata una sfida vinta quella decidere di scendere in Piazza autonomamente senza aspettare di accodarsi al sempre più ampio e annacquato universo pacifista, anche se in Regione FVG le cose sono più fiappe che da altre parti. In questo scenario dobbiamo rilevare un altro successo delle iniziative della nostra area: in mattinata di sabato a Trieste il collettivo studenti libertari Fragole e Sangue ha portato in Piazza 600 studenti. A Udine l’unico corteo (fiaccolata) è stato indetto dalla Margherita (come coronamento della calata di Rutelli). il Social Forum praticamente non se l’è sentita di chiamare la gente in Piazza preferendo gestire la “tenda per la pace” in Piazza Libertà e l’ammasso Romano del 15 febbraio. i Cattolici hanno fatto una conferenza al chiuso con neanche 200 partecipanti. In rapporto alla popolazione forse la manifestazione più riuscita è stata quella di Cervignano del Friuli organizzata dall’Arci con 500 partecipanti ma c’erano tutti i diessini compresi i Sindaci della zona prevalentemente di sinistra. Da rilevare poi che nel cervignanese esiste un fantomatico No Global controllato da Rifondazione con temi alla Porto Alegre Style (se va bene) e con connubi espliciti ed elettorali con i DS. La stampa se da un lato è stata “generosa” di fotografie, (tre sul Gazzettino con articolo e una sul MV senza articolo ma solo con titolo e didascalie) dall’altro ha dato numeri volutamente falsi sui partecipanti (100 secondo il MV e 200 secondo il Gazzettino). |
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Alcune foto della manifestazione
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Il Volantino
CIACK SULL’IRAK
Nel film “Wag the dog” l’America si prepara ad una guerra, o comunque ad azioni militari contro l’Albania dalla quale si crede fortemente minacciata per via di certe atomiche che terroristi albanesi avrebbero fatto sbarcare in suolo canadese…. tutta una finta, messa in scena e fatta credere reale dallo staff del presidente per mascherare agli occhi dell’opinione pubblica, i pasticci sporcaccioni dello stesso. Così, con l’amplificazione dei mass media, al suono della canzone country “proteggiamo i confini americani”, il gioco è fatto e tutta l’America crede di essere minacciata dall’Albania. Gli americani sono maestri di cinema e con loro, non si sa mai se quello che si vede sia vero, o quello che si vive sia falso…; d’altra parte il cinema è servito loro per crearsi e raccontarsi la propria storia nazionale, dall’epopea del West, per incominciare, tanto per distorcere la realtà sul genocidio degli indiani…. E loro ci credono a quello che si raccontano, e così, come durante la guerra fredda credevano all’invasione degli ultracorpi che spargevano il seme del comunismo, ora, sono terrorizzati dal seme del terrorismo che dall’11 settembre si va spargendo un po’ ovunque ad opera dell’ultramente di Al-quaeda… Vero? Falso? Pilotato, -forse-, si potrebbe dire, come gli aerei che piombarono sulle torri; a noi spettatori non è dato conoscere la verità, ma insomma, non tutti sono stupidi come quella parte di popolo americano che viene messo alla berlina nel film, anzi, le manifestazioni di questi giorni, il numero di partecipanti, dimostrano che molti hanno capito che le motivazioni addotte con tanta protervia ed insistenza per questa guerra, sono fallaci (!!), che la motivazione reale si chiama p e t r o l i o.
Bush dice che non gliene frega niente dei pacifisti e Berlusconi subito aggiunge che fanno il gioco di Saddam, la stessa cosa che, secondo la consigliera Condoleeza stanno facendo gli ispettori… insomma chi esprime un’opinione contraria o critica è in “compartecipazione psichica” con il rais… non c’è da stupirsi, la situazione è pienamente, oltre che cinematografica, orwelliana; non a caso ad una recente manifestazione alcuni compagni esibivano uno striscione con scritto “guerra è pace, libertà è schiavitù, ignoranza è forza”. E come in 1984 tutto lo staff si dà da fare per la causa del potere, anche la first lady che organizza meetings di poesia, ma ahimè i poeti invitati declamano contro, anziché per, lasciando la signora in imbarazzo soprattutto con le voci che corrono sul livello culturale del marito che certe storie descrivono molto rattristato per l’incendio della sua biblioteca nel quale sono inceneriti i suoi due libri, l’ultimo dei quali doveva ancora finire di colorare… Probabilmente, in questi ultimi anni, mai come con W. (Dabliu) Bush il potere è stato in mano a un âsin, un asino, che tira la caretta dei veri potentati che sono le compagnie petrolifere, a dispetto di tutto, di tutti e del mondo che si vuole univocamente partecipe o suddito del proprio progetto imperiale. Perchè chi tiene l’energia tiene l’impero e l’impero ha bisogno costante e crescente di energia…
Ora, la situazione di questi giorni, di buona parte dell’America e di New York in particolare sembra paradigmatica. Stretta in una morsa di neve e di ghiaccio, non ha neanche i soldi per pagare gli spalaneve raccattati tra i tanti disoccupati che la recessione economica ha prodotto; ma ha impegnato moltissimi soldi per questa nuova avventura guerriera alla conquista del petrolio del middle east che gli servirà per continuare lo sfruttamento e l’utilizzo di quell’energia che da almeno vent’anni sarebbe stato molto più assennato abbandonare … l’impero si espande ma il gatto si morde la coda cioè il sistema dell’iperconsumismo è arrivato al capolinea. Le conseguenze, con i mutamenti climatici, le paga il pianeta, le paghiamo tutti; con le guerre, adesso il ciack si è spostato sul set dell’Iraq dove già fù, dodici anni fa, nei monitor illuminati dalle bombe intelligenti e nella scia oscura, mai ripresa, di un milione e mezzo di civili e seicentomila bambini morti. Quelle potenti armi -di distrazione di massa, o di istruzione di massa- che sono le televisioni ci dicono che quel paese sicuramente ha armi di distruzione di massa; se a questo si aggiungono le cassette vaganti della voce di Osama-al-quaeda, più di qualcuno prende paura. Gli americani si chiudono nella “panic room” gonfiabile che a $3.500 in questo periodo va a ruba, perchè il panico gioca brutti scherzi, e come è successo in una discoteca di New York, si può morire dalla paura anche per uno spray al peperoncino scambiato per gas tossico-terroristico (20 morti nella ressa per sfuggire al gas letale). Ma soprattutto la paura impedisce il ragionamento che mai come in questo caso sarebbe lineare. Saddam aveva armi di distruzione di massa; gas, li ha usati a suo tempo sui Kurdi, ma allora nessuno ha detto niente… dunce, par concludi, si domandin: disarmà Saddam? O disarmà Bush e disarmà duç ?
Centro Sociale Autogestito – Via Volturno- Udin
Centro Sociale Autogestito Farkadize – S. Zorz di Nojar





