Volantino del Coordinamento di Difesa Climatica e Ambientale della Bassa Friulana

NO
Al raddoppio della centrale Edison di Torviscosa
Al Polo Logistico di Porpetto
All’Inceneritore a San Giorgio di Nogaro
Alla Diga-Traversa sul Tagliamento

La maggior parte dei politici attuali, di destra e di sinistra, non è sufficientemente addentro alle cose del territorio della bassa friulana e non possiede una memoria storica completa di quanto avvenuto negli ultimi 45/50 anni. I Comitati di Difesa Ambientale, in questo lungo periodo, hanno dovuto contrastare tutta una serie di folli progetti che avrebbero avuto come conseguenza, devastazioni territoriali e gravi attentati alla salute della popolazione.
Si incomincia con la Centrale Nucleare di Fossalon di Grado (piano Donat-Cattin 1977; fermata), si continua con lo Scalo di Cervignano (lotte iniziate nel 1981), poi la Centrale a Carbone nell’Aussa-Corno (1984; fermata), CSR (1985 e li suo cumulo incriminato di pseudo-compost), Waste Management (1992; fermata), Tubone e relativo inceneritore (1992; fermato), Centrale a turbo gas Caffaro-Energia, poi furbescamente girata alla Edison (inizio lavori 2003), TAV e Cementificio Grigolin (2006 e anni successivi; fermati entrambi), passando per i sequestri giudiziari delle vasche dei fanghi, del Fenton chimico-fisico, della Fingel, dei sacconi di polveri di acciaieria e di varie discariche, nella Ziac; della discarica della Valletta, dell’impianto cloro-soda a mercurio, del canale Banduzzi, a Torviscosa; fino ad arrivare al colpo grosso del NO all’Acciaieria Danieli-Metinvest nel 2023.
Ora ci troviamo di fronte a:
Un raddoppio della centrale Edison ( il progetto verrà presentato l’11 marzo a Torviscosa) che è del tutto insensato anche perché la centrale non va mai a pieno regime.
Un enorme Polo Logistico a Porpetto per li quale, recentissimamente la Regione ha approvato una legge “ad personam” con la sostanziale astensione delle opposizioni.
Un inceneritore da 400 tons/die a San Giorgio di Nogaro, quando quello di Trieste è sufficiente per il secco residuo degli RSU di tutta la Regione.
Una Diga-Traversa per risolvere il problema di Latisana (quest’anno ricorre li 60-esimo dell’alluvione del 1966) e attendiamo li report del Prof. Andrea Rinaldo che, l’11 mattina a Trieste in VI Commissione, ci parlerà anche del fatto che i mutamenti climatici, se da un lato aumentano il rischio idraulico di esondazione per i piccoli fiumi, d’altra parte lo riducono per i fiumi quali il Tagliamento.
Coordinamento di Difesa Climatica e Ambientale della Bassa Friulana.
Fip San Zorz di Nojâr 7 di marz dal 2026