Cina: fotovoltaico offshore

Se si può fare in Cina perché non si può fare nelle aree agricole coltivate ed esondabili del Tagliamento?

Domanda a ChatGPT: in Cina i pannelli fotovoltaici si mettono anche in mare aperto, nei fiumi, nei laghi?

ChatGPT

Sì. La Cina è il Paese che ha sviluppato su scala più ampia il fotovoltaico galleggiante (floating photovoltaic, FPV), installandolo in diversi contesti acquatici.

In particolare:

  • Laghi e bacini artificiali: sono l’applicazione più diffusa. Molti impianti sono stati costruiti su ex miniere di carbone allagate o su grandi bacini idrici. Queste installazioni possono raggiungere centinaia di megawatt di potenza.
  • Invasi e dighe idroelettriche: la Cina sta integrando il fotovoltaico con le centrali idroelettriche. Questa combinazione consente di sfruttare la stessa rete elettrica e di compensare la variabilità della produzione solare con quella idroelettrica.
  • Fiumi: esistono alcuni progetti, ma sono meno comuni perché la corrente, le piene e il trasporto di detriti rendono più complessa la realizzazione e la manutenzione.
  • Mare: sì, anche qui. Negli ultimi anni la Cina ha avviato grandi progetti di fotovoltaico offshore, soprattutto lungo le coste del Mar Giallo e del Mar Cinese Orientale. Si tratta in genere di impianti in acque costiere relativamente basse e protette, non nel pieno oceano.

I principali vantaggi sono:

  • non si occupa suolo agricolo;
  • l’acqua raffredda i pannelli, aumentando leggermente il rendimento;
  • si riduce l’evaporazione dell’acqua nei bacini;
  • si può integrare la produzione con impianti idroelettrici o eolici offshore.

Tra gli svantaggi:

  • costi di installazione e manutenzione più elevati;
  • corrosione dovuta all’acqua salata negli impianti marini;
  • possibili effetti sugli ecosistemi acquatici, che devono essere valutati caso per caso.

Negli ultimi anni la Cina ha realizzato alcuni dei più grandi impianti fotovoltaici galleggianti al mondo e sta investendo sempre di più nel fotovoltaico offshore, considerandolo una componente importante della propria transizione energetica.
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Domanda a Claude: La Cina piazza i solari pannelli anche in acqua sul mare, sui fiumi?

Sì, la Cina sta espandendo il fotovoltaico galleggiante su entrambi i fronti, ma con tecnologie e maturità diverse.

Mare aperto (offshore) — appena completato: il progetto HG14 di CHN Energy, al largo di Dongying (Shandong), nel Mar di Bohai. È un impianto da 1 GW situato a circa 8 km dalla costa, esteso su circa 1.223 ettari, con 2.934 piattaforme fotovoltaiche montate su pali infissi nel fondale marino. È entrato in piena operatività a fine dicembre 2025/gennaio 2026: è il primo sviluppo offshore cinese su scala gigawatt con fondazioni a palo fisso, ed è il primo impianto solare marino approvato nel quadro nazionale dei diritti d’uso marittimo tridimensionale. L’impianto combina fotovoltaico, accumulo energetico e acquacoltura. Da notare: tecnicamente non è “galleggiante” in senso stretto ma ancorato al fondale — una soluzione pensata proprio per resistere a onde e correnti che renderebbero instabile una struttura flottante libera. PV Tech + 2

Acque interne — qui la Cina è il leader mondiale da anni: la capacità fotovoltaica galleggiante globale è passata da circa 1,6 GW a fine 2018 a 7,7 GW a fine 2023, con quasi il 90% concentrato in Asia e la Cina che da sola ospita quasi metà del totale. Gli impianti sorgono soprattutto su bacini artificiali, spesso ex miniere di carbone allagate per subsidenza (Anhui, Huainan) o dighe/bacini idrici (Dezhou, Shandong, 320 MW). Rinnovabili

Fiumi in senso stretto (corrente viva, non bacino) — è il caso meno sviluppato: la corrente pone problemi di ancoraggio simili (anche se meno estremi) a quelli marini. L’esempio più noto di solare galleggiante cinese “su fiume” non è in Cina ma all’estero: China Energy Engineering Corporation ha proposto un impianto da 1 GW sul lago di Kariba, formato dallo Zambesi, in Zimbabwe. Il grosso dell’esperienza cinese resta quindi su bacini fermi o sul mare, non su acque fluviali correnti. PV Tech

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Domanda a Kimi: In Cina i pannelli fotovoltaici si mettono anche sui mari e sui fiumi?

Kimi

Sì, è esattamente quello che mostra il video: la Cina sta installando pannelli fotovoltaici galleggianti sia su fiumi/laghi che, più recentemente, direttamente in mare aperto.

Ecco i motivi principali spiegati nel video e confermati dai dati reali:

1.⁠ ⁠Sinergia con l’acquacoltura
Sotto le strutture galleggianti vengono realizzati allevamenti ittici. Lo stesso spazio produce contemporaneamente energia pulita e cibo, con una doppia funzione produttiva.

2.⁠ ⁠Maggiore efficienza
L’acqua raffredda naturalmente i pannelli. Le celle fotovoltaiche in silicio, quando operano a temperature più basse, hanno una resa superiore: si parla di circa il 5% in più di produzione rispetto a impianti equivalenti su terraferma.

3.⁠ ⁠Risparmio di suolo
In Cina esistono vincoli severi sulla conversione delle terre agricole. Spostando gli impianti sull’acqua si preserva il suolo per l’agricoltura e le foreste, risolvendo il problema della competizione tra usi del territorio.

4.⁠ ⁠Il progetto in mare aperto
Nel novembre 2024 la Cina ha inaugurato il primo parco fotovoltaico offshore da 1 GW, situato a circa 8 km al largo della costa dello Shandong. È uno dei più grandi al mondo e segna il passaggio dai bacini interni al mare aperto.

La Cina è già il leader mondiale nella produzione e nell’installazione di pannelli solari, e sta accelerando proprio su queste soluzioni galleggianti per sfruttare al massimo le risorse senza occupare terra.