Volantino per il 25 Aprile 2026 distribuito a Udine

Cerano molti temi da poter trattare. No al revisionismo degli osovani. SI alla solidarietà con i palestinesi. NO alle guerre NO al riarmo e NO al decreto fascista sulla sicurezza. SI alle lotte di difesa del territorio e dei fiumi grandi e piccoli. In particolare NO al dominio sociale del kapitale, sulla cultura, sulle coscienze e sull’energia, con particolare riferimento all’operato del Gruppo Danieli, ovviamente.
E invece abbiamo scelto il 40-esimo anniversario di Chernobyl e il rilancio del nucleare da parte del Governo

Il 26 aprile 2026 è il 40° anniversario del gravissimo incidente alla centrale nucleare di Cernobyl in Ucraina (allora URSS) e in questa occasione il Messaggero Veneto ha lanciato una miserabile campagna pro nucleare e, di fatto, pro Danieli.
Tutti sanno che il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, tale Gilberto Picchetto Frattin e la sua vice Ministra, la friulana Vannia Gava, sono incompetenti in materia e obbediscono agli ordini dei Padroni. Nella fattispecie, riteniamo che non rilevare cosa sta combinando il Padronato locale/multinazionale, in particolare modo il Gruppo Danieli, comproprietario del menzognero e ben protetto da tutti i noti lacchè, di destra e di sinistra, sia un atteggiamento alquanto miope.
A Cargnacco (Pozzuolo del Friuli) l’ABS (presieduta da Camilla Benedetti figlia del fu Gianpietro) ha ottenuto l’autorizzazione a fare un terzo forno elettrico da 730 mila tons/anno. La domanda è dove trova il rottame (certo sta facendo incetta e infatti nel 2023 ha comprato la Rott-Ferr e ora la Casini Rottami di Feletto Umberto) ma soprattutto dove troverà l’energia rinnovabile per garantire il prodotto green di cui tanto si vanta il Gruppo Danieli, cioè come attuerà la decarbonizzazione imposta dall’Europa?
A Piombino (dopo essere stata respinta nel 2023, dalla ZIAC di San Giorgio di Nogaro, in seguito a una forte mobilitazione popolare) l’acciaieria Danieli-Metinvest (ora denominata Metinvest Adria), dopo quasi tre anni, è ancora in alto mare. Gli stessi industriali dell’acciaio (la Federacciai presieduta da Antonio Gozzi) la stanno contrastando. Per calmare le acque, il Presidente di Danieli, Alessandro Brussi, ha, per ora, garantito a parole, che non farà incetta di rottame sul mercato, ma che il 50% del materiale impiegato sarà il DRI (minerale di ferro pre ridotto) che in Italia non esiste e dovrebbe essere prodotto in Ucraina che è ancora sotto le bombe russe. Contenti loro. Resta anche qui ovviamente il problema della decarbonizzazione. Ecco allora che esce pubblicamente quel genio di Vannia Gava a dire che “il nucleare non è più rinviabile”. Ma a quale nucleare si riferisce? Ovviamente al mini nucleare che tanto piace alla Danieli, che lo ha già presentato al suo meeting nel 2024 a Buttrio (e ha già firmato i contratti) e sul quale però non si ha alcuna esperienza temporale collaudata.
Gruppo Ecologia Sociale
San Giorgio di Nogaro fip 24 aprile 2026